lunedì 7 ottobre 2013

Uno Tipo Me


Effettivamente non mi e' ancora capitato, ma all'eventuale domanda "perche' ha parcheggiato qui ?" voglio poter rispondere con cognizione di causa, esaustivamente. Dover rispondere "boh, non lo so, perche' ?" senza plausibili argomenti,  minerebbe la mia autostima, ferendo il mio orgoglio. Ecco perche' in genere, prima di scegliere un posto faccio un giro del parcheggio, poi scelgo. Spesso sbaglio, del senno di poi si dice siano pieni i fossi, altre volte vado in impasse per le troppe opzioni disponibili, comunque ci provo.
Questa volta avevo scelto bene, in retromarcia, per poi facilitarmi l'uscita, quando Laura mi avrebbe chiamato, non dovevo attendere molto, un'oretta al massimo...
Un lussuoso fuoristrada fuoriscala, parcheggia arrogantemente con una rapida sterzata, incurante della segnaletica orizzontale, gialla, e ovviamente della mia presenza.
Ne scende un tre volte ventenne vestito come un architetto nei suoi weekend, chiude lo sportello e si allontana allungando un braccio con un gesto imperativo verso il fuoriscala, che risponde con un suono vispo e un paio di lampi: antifurto inserito.
Sono molto tentato, ma esito quel tanto che basta per vederlo andare via, invece un tipo, apparso dal nulla, lo affronta, per quel che posso capire dai gesti fa quello che avrei fatto anch'io: Indica il cartello con l'icona della carrozzella, gli altri parcheggi vicini, liberi, e probabilmente gli chiede qualche spiegazione sulla sua ingiustificabile scelta incivile.
Ancora + facile da interpretare e' la risposta mimata: lo stesso braccio che ha ordinato perentorio al fuoriscala di attendere e di non fidarsi di nessuno, allontana infastidito il tipo che mi assomiglia con un'alzata d'aria evocativa.
Non interpreto il labiale ma intuisco lo esorti a recarsi cola' dove tutti ben sappiamo, poi porge le spalle e se ne va, sparisce dentro al faraonico centro commerciale.
Intanto il tipo, con una camminata simile alla mia, si avvicina al fuoriscala, lo osserva qualche secondo, estrae dalla tasca dei pantaloni un telefonino che si apre a conchiglia, toh ! uguale al mio, e mentre sembra telefonare, divelte la targa anteriore con due strattoni improvvisi.
Imprevedibilmente audace.
Chiude l'improbabile telefonata, nasconde la targa sotto la maglia, sale sulla sua auto, mette in moto e parte.
Metto in moto anch'io, devo seguirlo.
Non si allontana di molto, si ferma vicino a 4 cassonetti differenziati, scende rapido e butta la targa in quello del metallo, un altro gesto di civilta' ?
Non posso rimanere fermo, mentre lo osservo devo spostarmi per assecondare il traffico, lo perdo di vista.
Bi-bip! Un sms da Laura, ha fatto, posso passare a prenderla, meglio cosi', sono gia' in zona.
Non che approvi, un gesto inutile, ma sono un po' invidioso, ogni tanto piacerebbe anche a me essere capace di azioni del genere, invece ... ci penso e ci ripenso ... poi non agisco.
Peccato, non oso mai.
Forse, mah ... ecco ! Ci sto ragionando, niente dai, non sono robe per me.
Strano pero', perche' a vederlo, il tipo, potevo benissimo essere io: anonimo ... si vabbe' pero' e' il colmo, adesso devo invidiare anche quelli che non ho mai preso in considerazione: quelli come me.

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