venerdì 30 dicembre 2011

chi non muore si rivede

Si.
E' un po' che non sento nessuno, uno dei miei soliti periodi, probabilmente anche a causa dell'appartamento nuovo, solo e indipendente.
Poi e' un paio di giorni che non sto proprio benissimo, oddio,
"benissimo" non ricordo di esserlo mai stato, il solo pensare a "come sto" non mi fa star bene gia' di suo.
Comunque peggio del solito, fiacco, con una specie di fiatone continuo, come dopo aver mangiato troppo, poi 'sto caldo.
Nulla di cui preoccuparsi veramente, qualcuno mi chiamera' a breve per una pizza o una roba del genere, sono un po' affezionato al mio orgoglio,con il telefonino sono quasi ubiquo, sparisco quando voglio, controllo chi mi cerca...
Non e' cosi' sbagliato, una forma eccessiva di leale discrezione ? Forse.
E' anche vero che quelli come me non hanno molte altre possibilita' di mantenere vivo un certo interesse, rischio sempre di passare da anonimo a pesante.
Si, dovrei dimagrire, anche, ormai oltre che un problema di salute ( vado per i q-u-a-r-a-n-t-a-q-u-a-t-t-r-o anni !!! che numero improbabile) e' anche una questione di autostima, cosi' non mi sopporto piu'.
Seee, illusioni e autoindulgenze.
Invece di stare a pensarci, voglio stupirmi, faccio un giro in bici ! Anche se sara' sgonfia e mi tocchera' di partire gia' sudato per gonfiarla, con quel rudere di pompa che non mi ricordo neanche dov'e'.
Oy ! pensavo fosse piu' caldo al sole, si sta addirittura bene, poi non e' mica sgonfia, e non mi sembra neanche di fare la solita fatica, come se la bici andasse da sola, mossa da una forza misteriosa, onirico. Dai vala' che non sono messo cosi' male, non saro' "uno splendido 40enne" come Moretti nel film in vespa con quel metro avvolgibile...
Un altro dei miei orgogli giovanili che tutt'ora coltivo e' la mia "trasparenza" al traffico, mi piace assecondare mie traiettorie ben preventivate ed eseguite con fisica eleganza cinetica, vabbe' dai, adesso non ho voglia di spiegarmi, e' gia' chiaro cosi': sta a vedere come ti attraverso la strada e l'incrocio con la rotonda in massima efficacia energetica
e senza che nessuno debba curarsi di me.
Cartelli, righe bianche, convenzioni, non per me, io sono il ciclista intelligente, non obbediente.
Eh ? Sembra tutto affidato al caso ma e' pura progettazione.
OK, sto' un po' esagerando, per rendere l'idea, come se non ci fossi mai passato, nessuno che abbia dovuto frenare o comunque considerarmi, trasparente al traffico, appunto.
Adesso mi fermo qui al cartellone dei manifesti dei morti, tappa usuale, un altro piccolo "esercizio" non solo un'abitudine.
Come che se tenendone sotto controllo le "gesta" potessi in qualche modo impedirle di occuparsi di me, ancora, anche questa volta, almeno fino alla prossima, o per un altro po'.
Tipo losoloso, mi aspetti, arrivo, ancora un attimo, finisco una roba qui.
Tipo che vedi i caramba e allora tu non rallenti troppo, solo un po' e li guardi fisso; no, non troppo, con un atteggiamento che vi ho visto, non sono in regolissima ma so il fatto mio, non sono uno di quegli ingenui o pericolosi guidatori che fermate di solito.
Infatti in genere cosi' non ti fermano, li hai visti tu per primo .
Sembra funzionare, sai quanta gente e' gia' morta piu' giovane di me ? 
Che effetto strano: e' morto un mio omonimo, non solo di nome, anche di cognome, l'altro ieri.
quarantatre anni, un anno in meno di me...cazzo !
Sono un po' spaventato, si e' ridicolo ma e' cosi'. Devo ammetterlo.
Lo sarei meno se potessi pensare ad una causa a me incongrua, paracadutismo, lavoro pericoloso... oppure una cretinata che io mica sono cosi' stupido ! ecchecazzo ! certa gente se lo merita !
stara' male dirlo, ma lo pensiamo tutti, noi normali, no ? 
Ma qui non dice nulla in merito "scomparso prematuramente" (e' gia', anche a novantanni scriverebbero cosi')
"...ne danno il triste annuncio"..."i figli, gli amici" bla bla bla... Amen.
Cosi' potrei benissimo essere io: Che pensiero scomodo.
Poi ve' ! c'e' una foto che adesso che mi sono suggestionato mi assomiglia anche, si un po' peggio, un po' piu' grasso, ma sara' anche la posa, cosi' ci assomigliamo tutti noi anonimi, e' una di quelle foto scattate un giorno qualsiasi in un momento qualsiasi.
Quando usavamo ancora i rullini era una di quelle per finirlo, tipo la 26 la 27, che poi non veniva tutto perche' era l'ultima e aveva quella parte tutta rossa, sfumata, (o era blu?)
che la foto poi la mettevi in un cassetto di robe perse, non nell'album, che non era mica venuta bene, ma tanto era l'ultima, e non te la facevano neanche pagare, la stampa. 
Ne ho anch'io di foto cosi', anzi adesso che ci penso ne ho una che e' praticamente U G U A L E.
Dopo a casa la cerco, non l'ho piu' vista in giro. 
Non ci pensiamo mai mentre ce la scattano che sara' quella li', proprio quella che faranno ristampare con le 2 date dietro, una cinquantina di copie, "si basteranno..."
VOI !!!
Io ci penso, ci ho gia' pensato.
Mi sa che e' per quello che non mi piaccio quasi mai in foto, si vede che ci sto' pensando, devo imparare una posa universale ben studiata per apparire naturale, o almeno normale, non dico figo
ma che almeno mi ci possa riconoscere per come mi immagino di essere.
Sta cosa mi ha stortato, torno a casa.
Il giro in bici non ne ho piu' voglia.
Poi magari per stavolta chiamo io, chi non muore si rivede.
O almeno richiama, prima che sia troppo tardi.

mercoledì 28 dicembre 2011

Scusi, per casa mia ?

Per arrivarci, in piazza, basterebbe chiedere, ma la probabile assenza di donne disponibili fa optare per un'altra scelta, seguire intuitivamente un percorso disegnato strada facendo, quasi sicuri di arrivare, per la piu' percorsa se non per la piu corta.
In auto e' un caos stupido, ma a piedi il centro storico e' piccolo, superata con attenta distrazione la zona di palazzotti dalla modernita' tradita, alberi imprigionati in vasi sotterranei nascosti da colate di cemento e negozi di prossima chiusura, si attraversa in meno di mezz'ora, compresa una piccola pausa per un'occhiata veloce a quel paio di scarpe sexy studiate con morboso desiderio da quella bellissima ragazza, alta, dal profilo entusiasmante, esaltato da tutte le parti del vestito che un noto, malizioso e abile stilista le ha evitato di indossare.
Assediato da una cintura di parcheggi, dove e' saggio pur se poco virile abbandonare l'auto ad un destino incerto, il reticolo di strade viottoli e porticati accompagna con una certa discrezione, di fatto e' quasi impossibile perdersi, a meno che non lo si riconosca. Al termine del percorso appena dimenticato, che non sara' facilmente ripercorribile a ritroso, la piazza cede quasi meta' della sua superficie per un parcheggio asfaltato che ha avuto la meglio su tutto, con l'unica eccezione del mercato del sabato mattina. In quello che era il centro geometrico del rettangolo di ciotoli, una fontana a base ottagonale sembra dover fare da fulcro per una improbabile rotazione dell'intero paese, tale e' la sua apparente robustezza. Tutto lo spazio libero termina bruscamente a ridosso della maestosa parete di un antico edificio reso vecchio e malandato da una infinita serie di "moderni interventi di consolidamento" chiamato curiosamente dai locali con un nome femminile: La Rocca. Nel lato opposto un porticato tozzo e altrettanto elegante protegge dalle leggere piogge autunnali una serie ordinata di portoni progettati per non essere mai aperti. L'unico accesso assennato e' effettivamente quello scelto, ma in poco tempo ci si accorge che non si e' arrivati, questa e' la sala per le cerimonie, le poltrone hanno il lacero foglio trasparente di protezione e tutto e' in rassegnata attesa di un qualche, pur triste evento. Non che me ne fossi dimenticato, ma 25 anni fa, quando ero giovane e principe, non era qui che osservavo la gente dall'alto della mia panchina, rimuginando felici tristezze, nell'attesa di scorgere il suo profilo che appariva tra la folla per venirmi incontro. La vera piazza, quella viva, di consumata bellezza, e' in realta' l'intersezione allargata di 4 vie e un viottolo coperto, non molto lontano da qui, anzi vicino. Ci si puo' arrivare da piu' parti ma il modo che preferisco passa dalla via sorella a quella di arrivo, anche perche' e' leggermente in discesa. Nella direzione giusta, una parata di vetrine sul lato destro, in contrasto con l' alternanza di luci e ombre del porticato opposto. Ancora scarpe, orologi, indumenti indossati con tranquilla disinvoltura da personaggi che ci osservano non curanti del nostro passaggio, a cui invidiare tutto. Una possibile deviazione verso un piccolo cortile circondato da pareti ignare del concetto di ortogonalita', induce una sosta dubbiosa, probabilmente anche a causa del fatto che vi si puo' osservare un piccolissimo cielo, e un balcone la cui totale inutilita' deve averlo reso indispensabile alla compiutezza estetica del progetto del locale, dove si potrebbe accedere facilmente con un minimo di agilita' felina. Alcune finestre sono disposte in modo da non far pensare a nulla di preciso, solo una, con gli scuri aperti, offre un'accogliente visuale panoramica sullo studio dell'appartamento in centro dei miei sogni, infatti e' ordinatamente arredato. L'ultimo tratto lo si percorre accorgendosi di rallentare, o almeno desiderandolo, anche perche' la destinazione appare vicina, e lo stesso porticato che prima appariva invitante adesso sembra un po' troppo opprimente, quasi claustrofobico, sicuramente a causa dell'abbassamento delle arcate, dell'aumento repentino della discesa e della quasi totale mancanza di ulteriori possibili deviazioni. il disagio appare poi eccessivo quando, superato l'ultimo arco, ci si accorge che la punta acuta del campanile alza il cielo virtualmente all'infinito. La destinazione, raggiunta, sembra rivelarsi una partenza, uno spavento. Da qui sembra possibile qualsiasi ulteriore direzione e destinazione se non fosse che nel frattempo credo proprio di essermi perso.

lunedì 26 dicembre 2011

Titol(g)o

Non ci si fida di nessuno, orgogliosamente, quando si e' dovuto imparare a non fidarsi di se stessi. E lo so bene, troppo per ammetterlo. 
Lo stesso orgoglio che ho dovuto estirpare dall'anima, lacerandola a mani nude per lasciare che mi aiutassero a costruire quella ringhiera, necessariamente robusta e alta.
Perche' passato presto il precario entusiasmo, ad ogni occasione di noia, quella bolla scura che dal fondo magmatico risale turbolenta alla superficie, provvisoriamente calma e piatta, ti ci accompagnera'. Come un vizio suadente, l'ennesimo tributo da pagare a quella macchia pervasiva di goccia d' inchiostro di disperazione, il debito inestinguibile.
La forza di arrampicarsi e' esaurita, ti ci appoggi, sconfitto, come se potessi pensarne qualcosa di nuovo, di quello strapiombo che guardi infinito, dove sei e hai voluto cadere molte altre volte, una di troppo, la prima.
Un tuffo sgraziato, un volo di pieno silenzio, un'accelerazione esaltante, un orgasmo sparato direttamente nel cervello, nel nocciolo dell'anima, un lampo di accecante bellezza nella tua immaginazione, un bacio in bocca alla morte, femmina totale, scopata a occhi negli occhi spalancati, poi una virata iperbolica, l'implosione felice dell'universo, lo possiedi onnipotente !
Dio ! Dio ! Dio !!! ... meravigliosa consapevolezza d'io.

il fondo e' cieco, non ti vedi le mani, una carcassa malata, vuota, deve risalire un muro di fango freddo, macerie, ricordi, rimorsi, colpe, paure, sporco.
mai, mai, mai + punto.

"mi vuoi lasciare ? ma noi ci amiamo, e tu lo sai no ? Ciao, alla prossima, povero stronzo ! che pena, non sai stare senza di me, non per molto. Adesso puoi stare tranquillo, se non ti vedo per un po', ti chiamo io, vedi come ci tengo a te ? Sei cattivo, cattivo, cattivo. Ma io ti perdono, ricordatelo: solo io lo faccio, sei mio."

Dall'ultima volta, non e' piu' successo, la ringhiera sembra tenere, ma non e' vero che non ci pensi piu', di saltarla.
Con l'atletica energia di chi invece ha saputo, meritata fortuna, costruirsi un paio d'ali, o forse solo lasciarsele crescere, cucciolo affettuosamente aiutato, giovane allenato con determinato coraggio, adesso ci vola, con regola disciplinata puo' farsi accarezzare dalla felicita', sfiorarla, libero sopra a quello stesso vorticoso strapiombo, puo' osservarlo, una visione d'insieme che non sai immaginare, per te al massimo era un lontano buco di luce lontana, luce che comunque non ti arrivava.

Eppure mi sono salvato, arrendendomi ho vinto, adesso sto meglio, non bene, meglio, non felice, contento.
il cucchiaino lo uso solo per il gelato, nient'altro, il caffe' ho imparato a berlo amaro, vero, una medicina che so farmi bene, caldo e denso, surrogato d'amore erotico.
il limone lo so mangiare a morsi, oppure spremere nell'acqua da bere a fine pranzo, come una pozione acida contro la noia.
l'elastico adesso me lo legano loro, periodicamente, ma i miei gesti erano di gran lunga piu' eroici, solenni. il mio sangue esce nero, non mi stupisce, ne ho giacimenti infiniti, alla luce della finestra con le righe di plastica, tradisce una trasparenza rossa, come un buon bicchiere di vino illuminato dal sole al tramonto, si, ci metto piu' acqua che vino, e' un trucco che ho imparato per ingannarmi, voglio imparare a volermi bene con tollerante amore materno.

domenica 25 dicembre 2011

ipse dixit

Married To The Bass
By Robin Meloy Goldsby | September 2005

Okay, Ladies, listen up. Bass players make great husbands. There is no
scientific data to support my claim, but having worked my way through the
rhythm section, the technicians, and a handful of brass, reed, and string
players, I'm a qualified judge.

First, consider this. A man who plays an upright bass is strong. He lugs the
instrument around, carries it up steps, slides it in and out of cars, and
maneuvers it through large crowds of people. If you marry a bass player you'
ll be getting a physically fit husband. Okay, there is the occasional back
problem. This crops up two or three times a year-usually when you want him
to move your grandmother's walnut armoire or need him to stand on a ladder
and drill a hole in the ceiling. But you can cope with such minor
inconveniences by calling a muscular clarinet player who is handy with a
power drill. Good luck finding one. Here's the thing: When your bass player
is pain-free, he's as strong as a bull. He has to be in order to make the
gig. And he might even throw you over his shoulder and carry you over the
threshold every so often, just because he can.

Next, ponder the shape of the upright bass. It's shaped like a woman. A bass
player knows about bumps and curves-he even likes them. He has dedicated his
life to coaxing beautiful music out of voluptuous contours. He'll do the
same for you. Just don't marry a stick-bass player, unless you look like
Kate Moss or intend to spend the rest of your life eating lettuce.

Examine the bass player's hands, especially when he's playing a particularly
fast passage. Now imagine what those fingers can do to you. Enough said.

A great bassist is an ensemble player, a team member who executes, with
confidence, a vital role in any band with the strength of his groove, the
steadiness of his rhythm, and the imaginative logic of his harmonic lines.
This doesn't just apply to the bassist's music. It also applies to his
outlook on life. A bass-player husband will be loyal, true, and interesting,
and will help you emerge from life's challenges looking and sounding better
than you ever imagined. If you're in a bad mood, don't worry. He'll change
keys. On the other hand, if you marry a pianist, he'll try to arrange
everything and then tell you what your disposition should be. If you marry a
guitarist, he'll try to get ahead of you by analyzing your temperament in
double-time. If you marry a drummer, it won't matter what kind of mood you'
re in because he'll just forge ahead with his own thing. A bass player
follows along, supports you, and makes you think that everything is okay,
even when the world is crashing down around you.

There are some minor drawbacks. You need to have a house with empty corners,
especially if your husband owns more than one upright bass. I know, you have
that newly reupholstered Louis XV chair that would look fabulous in the
corner by the window. Forget it-that's where the bass has to go. You can
come to terms with these trivial decorating disappointments by reflecting on
the sculpture-like quality of the instrument. Even when it's silent, it's a
work of art.

If you have children-and you will, because bass players make great
fathers-your most frequently uttered phrase will be "WATCH THE BASS!" You
will learn how to interject this phrase into every conversation you have
with your children. For instance: "Hello, sweetie, watch the bass, did you
have a nice day at kindergarten? We're having rice and broccoli for lunch,
watch the bass, do you want milk or water to drink?"

You will be doomed to a life of station wagons, minivans, and SUVs. You
might harbor a secret fantasy of zooming around town in a Mazda MX5
convertible, but this will never happen unless you go through a big messy
divorce, give your bass-player husband custody of the children, and marry a
violinist, which would be no fun at all. Better to accept the hatchback as
an integral part of your existence and get on with it.

Your bass-player husband will know the hip chord changes to just about every
song ever written in the history of music. This is a good thing. Just don't
ask him to sing the melody. He might be able to play the melody, but he won'
t sing it-he'll sing the bass line. And, if you happen to play the piano, as
I do, don't expect him to just sit there silently and appreciate what you
are playing without making a few suggestions for better changes and
voicings. He'll never give up on trying to improve your playing. But that's
why you married him in the first place. He accepts what you do, but he
pushes you to do it better.

If you marry the bass player, you marry the bass. Buy one, get one free.
Your husband will be passionate about his music, which will grant you the
freedom to be passionate about the things you do. You might not worship the
bass as much as he does, but you'll love the bass player more every day.

sabato 24 dicembre 2011

Non vado molto d'accordo con le persone con cui non riesco a litigare.

ma sto imparando a giocare d'anticipo, esempio: Siamo un gruppo di tipi e tipe, facciamo in un bar, alcuni si conoscono altri no, magari nonostante la mia scostante stronzaggine, qualcuno vuole presentarmi a qualcun altro e cosi' sia. punto. Ovviamente ci si aspetta un minimo di dialogo, solite chiacchere, riesco a mantenere l'amicizia del presentante evitando di esprimermi troppo chiaramente col presentato, e ci siamo quasi riusciti, poi succede che magari per vincere l'imbarazzo qualcuno tira fuori un carismatico pacchetto di sigarette e parte la cerimonia del "cool", (che a dire il vero invidio molto) e mi si offre una paglia chiedendomi "fumi?" (sorrido) rispondo " No grazie, io esprimo la mia stupidita' dicendo cose inopportune e sopra alle righe" .punto. E' difficile poter essere sbagliati e sinceri, meno male che C 6 tu.

venerdì 23 dicembre 2011

ma neanche morto.

...adorava le cerimonie, matrimoni, inaugurazioni, funerali, era affascinato dalla solennita', ovviamente doveva sempre usare piccoli stratagemmi, "sono un lontano parente della sposa" ai parenti dello sposo, e viceversa. Non gli mancava una certa abilita' per questi trucchi, capire al volo i possibili gradi di parentela degli sconosciuti, ricordare nomi e cognomi...esperienza maturata da necessita'. Quello che gli mancava era di non essere mai "lui" il motivo della cerimonia, ovviamente non poteva sposarsi per questo, nessuna donna si sposerebbe mai per un motivo cosi' ragionevole, l'unica cosa che poteva fare era preparare accuratamente il suo funerale, immaginandolo e lavorandoci meticolosamente, si potrebbe quasi dire che viveva per quell'idea, il progetto finale, il riscatto da interprete principale dell'eterna comparsa.Ma non fu come aveva sognato, mori' pochi giorni prima della cerimonia, non pote' parteciparvi come immaginava...e forse e' stato meglio cosi', ne sarebbe rimasto deluso, una cosa mesta, doverosa, procedure consolidate, anonime, un paio di carte timbrate, un furgoncino grigio metallizzato, un po' di calce, qualche pietra...quasi tutti gli sconosciuti di cui conosceva benissimo nomi e parentele non erano presenti, forse altri impegni, altre cerimonie...

mercoledì 21 dicembre 2011

a(p)punti, appunto.

punto uno: cominciare a prendere nota delle cose da fare e di quelle fatte, per darsi una miglior organizzazione e gratificazione.

punto due: perdere la pessima abitudine di non portare a compiuto termine le proprie intenzioni, abbandonandole  per pigra distrazione

punto tre: tenere un p

martedì 20 dicembre 2011

a morte il suicida !

Questi per la vita: perfezione draconiana, il male sconfitto, eliminato, eliminabile ! a qualsiasi costo, la guerra, e vincere per la vita ! e pena di morte per chi la oltraggia senza alcun rispetto: primi, i suicidi, poi tutti gli altri. Delirio della paura, violenza compulsiva.
Tragedie ridicole.

lunedì 19 dicembre 2011

rigurgiti acidi, peti, rutti e altre volgarita' dallo stomaco del paese in putrefazione.

contratto con gli italiani, mi conSenta, fininvest, una banca costruita intorno a te, publitalia, mediaset, il governo del fare, i nostri competitor, il trend, marcheting, brending, autsorsing, popolo della liberta', forza italia, questo e' il paese che amo, banca, assicurazioni, borsa, azionisti, s.p.a., padania, lega nord, alleanza nazionale, consiglio di amministrazione, noi amiamo silvio, meno male che silvio c'e', sconfiggeremo il cancro, noi amiamo loro odiano, le sinistre, il premier, aboliremo l'ici si avete capito bene, i giudici mentalmente distrurbati,  i coglioni che votano contro il loro interesse, la niutauvn, mediashopping, pagine utili, una storia italiana, un presidente operaio, siamo per la famiglia naturale, bisnes, fatturato, uSo criminoSo, la praivasi,  il cavaliere, milano 1 2 e tre, corri a casa in tutta fretta c'e' un biscione che ti aspetta, canale 5, italia 1, rete 4, Libero, il contratto di pubblicita' per inserzione, cantieri riuniti milanesi s.r.l., edilnord, umberto bossi, noicelabbiamoduro, mediolanum, programma italia, la discesa in campo, il ribaltone, silvio berlusconi, banca rasini, P2, piano di rinascita democratica, tv sorrisi e canzoni, marcello dell'utri, mara carfagna, possono morire il crocefisso rimane, consigli per gli acquisti, italia uno !, il partito dell'amore, il nostro gruppo non ha mai licenziato nessuno, una grande famiglia, la svizzera, le toghe rosse, cribbio !, la maggioranza degli italiani.

domenica 18 dicembre 2011

(e)voluto

pochi lussuosi treni su poche linee ferroviarie per pochi facoltosi trafficanti, tante cliniche private convenzionate con pochissima etica per pochi facoltosi pazienti e tanti, disperati indebitati morenti, scuole private di nulla per figli di compratori di diplomi,  servizi sociali considerati sprechi a favore di favori a pagamento, strade abbandonate alle naturali rivendicazioni della natura, mostruose centrali energetiche lontane da qualsiasi utente vicine al giardino di tutti gli anonimi sudditi, centri commerciali pieni di tutto frequentati da alieni svuotati di tutto, lussuose banche insediate in misere periferie...non ne ho + voglia.

sabato 17 dicembre 2011

dente perdente

Non lo so, e' possibile, si, forse, preferisco ammetterlo, nel caso fosse vero: il mio sarcasmo, la mia avversione nei vostri confronti era anche in parte invidia. Un'invidia debole, da debole, codarda. Il vostro essere cosi' sicuri, solidi, cosi' uniti nelle vostre divise, il vostro sentirvi cosi' singolarmente in tanti, il vostro piglio, quello di chi sa di essere nel giusto, i vostri dettagli curati, la vostra gloria da naturali vincitori...quelli del "cosi' si fa' "

voi, voi sapete di esserlo, quelli a cui mi riferisco, tu, che conoscendomi un po' sai che sto parlando anche di te.

Stupidi Disonesti. Adesso finalmente posso smettere di invidiarvi, non vorrei essere al vostro posto, non lo sono mai stato, in piazza nel paesino, seduti sotto l'ombrellone biancoblu, con i manifesti attaccati al furgoncino parcheggiato in deroga alle righe blu sull'asfalto, ancora una volta, traditi, a tradire gli altri, piccoli ciarlatani pure voi, come il vostro pigmalione. Vi ho visti oggi, anche oggi, e un po' mi meraviglio, che pena, non e' il vostro immaginario, quelle robe lasciatele ai perdenti come me, continuate a glorificarvi nelle vostre cattedrali, i soliti grandi spazi allestiti in lussuosi alberghi. Ironie che vi sfuggono, voi della "casa"...in albergo...a ore ! Vabbe', mie elucubrazioni, lasciamo perdere.
Adesso che, dovendo e volendo, non potete ammettere, che cosa lo sapete benissimo voi, cretini, voglio infierire: ammetto per primo io, ecco l'ho gia' fatto.

giovedì 15 dicembre 2011

Lei, ad ogni costo

raramente capita, spesso non capita, che passi e si sieda al tuo tavolo un po' instabile, come le sensazioni di quel momento.
Ti ha notato perche' sei arreso, alibi il vino. Puo' sorriderti finalmente, capirti, che non c'e' nulla da capire.
Ti accompagna con lo sguardo dove il tuo orgoglio e' dissolto, potresti parlarle con le mani:  "dai ! balliamo..."  esiti, ma la felicita' non porta pazienza, forse il contrario, esito: se ne va.
La cerchi persa nella confusione,  ma e' come  quel disegno che ti galleggia sfuggente negli occhi, non resta dove guardi.
Non e' raggiungerla, e' cercarla. E come recita il titolo di quel film che non mi ricordo, non costa niente.

martedì 13 dicembre 2011

Prostre I tagli ane

Un cartello, anzi 2 affiancati, vedendomi arrivare mi avvisano subito premurosamente: "a causa di un inconveniente tecnico l'operativita' dell'ufficio e' notevolmente rallentata", piuomeno una roba cosi', non ho letto con precisione, il tempo di dare un'occhiata aprendo la porta in vetro oberata di cartelli vari, compresi quei 2.
Per quello che risulta a me, i 2 cartelli sono pleonastici, da molto tempo, comunque troppo ...
Entro comunque.
Un oltraggio per tutti, osservato fugacemente il pensiero comune e' facilmente intuibile:
"un altro."
Altri cartelli colorati, indicazioni sibilliche, impossibile capire a quale fila accodarsi, impossibile chiamarla "fila", un gruppo amorfo di persone stanche ... "chi e' l'ultimo ?" ... 
no, non lo chiedo ho paura che mi rispondano "Lei." nel senso di io.
Ostento sicurezza, mi intrufolo, allungo lo sguardo per cercare il solito modulo azzurrino prestampato, non lo vedo, esagero un po' i gesti e l'espressione per tranquilizzarli: NON HO INTENZIONE DI PREVARICARE NESSUNO, non so voi ma io tendo a comportarmi correttamente.
Non c'e', non lo vedo, chiedo, impersonalmente, a nessuna delle scocciatissime in particolare, cosi', come se lo dicessi tra me e me, a voce alta, non proprio alta, comprensibile, che si capisce che non sto parlando da solo, qualcuno sentira'.
Una, che me ne passa uno, pero' e' una fotocopia, un mezzo foglio A4 strappato diligentemente in 2 meta', non e' il caso di restare troppo perplessi, anch'io nel mio ufficio cerco di fare delle piccole economie, non formalizziamoci, di necessita' virtu'.
Arrivo al tavolino tondo con l'espositore per i prestiti a condizioni vantaggiosissime per giovanilissimi pensionatissimi sorridentissimi. Per lo meno la foto del tipo che mi sfida a fare come lui e' cosi'. Ma io non sono cosi' giovanile e raramente sorrido in maniera cosi' smaccata, per il resto...effettivamente...
C'e' una biro, notevole. Non sembra un attrezzo "ufficiale" e' anonima, potrebbe essere di chiunque, dimenticata, buttata che non va +, invece scrive, ottimo.
OK, sono pronto, lascio la biro, preparo tutto: i soldi, il documento e il modulo fotocopiato, non sono mica venuto qui a far perdere del tempo a gente che lavora !
Qui dovrei andare bene, non troppo addosso per non mettere a disagio, non troppo lontano che ci sono anch'io in questa fila, non troppo serio, non troppo disinvolto, non troppo impegnato a scrutare il tipo che ticchetta la biro sul banco mentre aspetta che la tipa smetta di aspettare l'ochei dal monitor del pici...insomma non troppo tutto: siamo qui, c'e' la fila, e' normale, ognuno ha i suoi impegni, chi ha fretta magari passi dopo, chi puo' aspetti che non e' la fine del mondo, un disguido tecnico puo' capitare "con 'sti compiuter" ! Lo dice anche il cartello sulla porta d'ingresso, possiamo esserne sicuri, ne hanno messi 2 !
Nel frattempo, volendo c'e' moltissimo da fare, si possono comprare raccolte musicali su cidi, libri ... anche di cucina, per bambini o per mamme che ne avranno presto uno, cosi' magari li comprano tutti e 3, e poi anche una macchinina, per quando sara' un po' + grande. Oppure si puo' fare un contratto per un servizio di telefonia mobile, c'e' scritto che il mio telefonino ne sarebbe felicissimo !  Non e' sempre meraviglioso far felice qualcuno ?
Eh gia'...io ad esempio sarei felice di vedere che la fila procede, invece...mmmahhh !  Adesso mi muovo un po', cambio gamba d'appoggio e faccio un bel respiro profondo, che si capisca che sto aspettando, nooon mi spazientisco,  ma "anch' io sto aspettando", come voi.
Di fianco c'e' una specie di prive'. E' l'ufficio per parlare a bassa voce, con seria e rassicurante cordialita', al signore che sta firmando tutti quei fogli importanti, sa di fare una cosa giusta, soprattutto per i suoi nipoti, con tutta la delinquenza che c'e' adesso con 'sti ecstracomunitari, va a finire che uno di questi giorni mi rapinano la pensione appena esco dalle poste ! Mica come in banca, questo bravo ragazzo mi ha spiegato tutto per bene, sembrava una cosa complicata, ero anche un po' diffidente  e invece posso farla anch'io, firmo.
Lo sprovveduto del caso, il classico debole sociale, un buon affare per questi corsari vestiti eleganti, cuciture a vista, scarpe 2 numeri in + e punta in su, pantalone a sigaretta, cintura estetica, mica mangiano questi, vanno all'ape tra un brunch e un buffet a catering, al massimo una cena di lavoro, per il resto chimica, a profusione, fisici asciutti dinamici e tonici, come dicono loro, la palestra e' una copertura, un alibi per le sedute dall'estetista. Sono i nipotini della generazione di quello che firma, poi comunque di deboli da macellare oramai ce ne sono tantissimi, di tutti i tipi, anche giovani e stranieri, non solo anziani italiani, quelli stanno finendo.
Probabilmente sono talmente tanti, "con 'sta crisi", che banche e finanziarie non riescono ad attrezzare abbastanza uffici, anche non lussuosi. Secondo me, quando hanno visto che non bastavano neanche quelli delle assicurazioni hanno dovuto trovare una soluzione adeguata, che ci stavano a fare tutti quegli uffici postali ? Tutto quel grigio ? Smistare lettere documenti e pacchi ??? La societa' moderna ha bisogno di ben altri tipi di servizi, promossi e venduti in uffici meno austeri, + ammiccanti, concetti nuovi, non cittadini, clienti, consumatori, che questi se non li becchiamo qui ...
Vabbe' ci penso un'altra volta a 'ste robe, adesso dovrebbe toccare a me, finalmente.
Ops, arrogante quanto la sua pelliccia, questa assidua cliente della sua fortunata parrucchiera, consuma precipitosamente i tacchi delle sue scarpe nuove, mi salta e saluta educatamente la tipa al banco. L'avevo notata prima, quando e' arrivata, non volevo pensare che ci fosse bisogno di farle notare che non e' una competizione, nonstante quello che e' diventato questo posto.
Scatto inutile, purtroppo sono finiti i moduli prestampati per fare quello che deve fare, una spedizione internazionale, se ho capito bene, di una certa urgenza e con un minimo di affidabilita'...guardi, qui siamo messi cosi' ! Io non posso farci nulla, per lo stipendio che prendo stiamo gia' facendo i miracoli, non se la prenda con me ! Vada all'ufficio centrale, questa e' una succursale, non sto alzando la voce, se mi fa parlare ... si, esatto, e' cosi' ! E sara' sempre peggio di questo passo ... HA RAGIONE, ma io non c'entro, non e' nel posto giusto per questo genere di cose ... senta... NO ! Quello e' l'ufficio prodotti finanziari, e da li' si va solo ai bagni e al magazzino, che poi ormai e' solo un deposito, ci teniamo tutti i prodotti che abbiamo in promozione, non li vede ? Li dobbiamo mettere in evidenza sul banco, come in un negozio, abbiamo delle disposizioni prioritarie da rispettare. No! Non c'e' un "responsabile", al massimo puo' compilare un modulo di castomerfidbec, si, un reclamo scritto, aspetti ... dove sono ... no li abbiamo finiti anche quelli, no, non so quando ce li faranno avere, le ripeto: vada in centrale, qui non e' il posto giusto !
Deve essere vero, la signora deve spedire un pacco, o qualcosa del genere, forse ho capito male, un documento di una certa importanza, boh ... comunque anch'io mi chiedo perche' sia venuta proprio QUI ? In quello che era e potrebbe essere un ufficio postale di stato...a passarmi davanti per giunta ! Non lo vede che e' una banca disperata ? Per la fascia sociale + disagiata ? Quelli che cercano di risparmiare, quelli che non fanno girare l'economia, non fanno crescere i consumi, anzi, e manco se ne accorgono, cosi', colpevoli senza vergogna.
Se ne va, si gira e deve scansarmi ... sorrido, complice ironico, "la facevo passare anche se me lo chiedeva"  l'unica cosa che non sono riuscito a non dirle.
Mi ha guardato come si guarda uno scarafaggio che non si riesce a schiacciare, rinunci, ormai e' scappato sotto qualcosa che non hai voglia di spostare.
Pero' per un po' ci guardi...poi vabbe', ecchissenefrega. Probabilmente e' una abituata a vivere e vincere facile, senza stare a capire troppo, una persona che sa il fatto suo, sicura nelle sue certezze, furba anche. Ci vuole niente che sia una di quelle che non l'hanno solo votato, lo amano, quello con il nome proprio piu' spesso usato al femminile. 
Sono il solito, io e i miei giudizi ... ma lascia perdere, cosa vuoi fare ? Come pensi di spiegarglielo ? A parole ? Pensi troppo veloce e disordinatamente, per come sai fare a spiegarti.
Fai cosi': scrivile una lettera, domani, prenditi il tempo , con calma, magari ne scrivi una anche a un qualche dirigente delle poste, certo ! come no !
Poi vai a comprare 2 buste e i francobolli, non all'ufficio postale, ovvio, vendono altre robe, le spedisci ... tanto ... mica arrivano, hanno ben altro da fare.

sabato 10 dicembre 2011

il Presidente sempre Presente: il + amato dagli italiani

il prodottino e' un po' sputtanato, ma ho fiducia, possono ancora darcela a bere, e' il loro mestiere, sono sempre quelli che si sono inventati robe tipo "l'acqua che elimina l'acqua" e noi la beviamo. E' un sistema che, alla bisogna, sa sondare e interpretare l'umore del popolo, probabilmente alle prossime elezioni si presentera' come "Silvio, un presidente anti Berlusconi" ! Puo' vincere, in itaglia puo' vincere facile.

giovedì 8 dicembre 2011

VaMoLa' !

Non c’era bisogno di chiedere piangenti sacrifici ai cittadini normali. Bastava imporli sorridenti a preti, banchieri e militari, per ricavare molto di più non solo in termini finanziari, ma anche di credibilità e di equità. Ma per poterlo fare, al governo ci sarebbero dovuti essere cittadini normali, e non bigotti, banchieri e militari, in continuità con la politica dei conflitti di interessi che ha caratterizzato l’ultimo ventennio.

mercoledì 7 dicembre 2011

Traffico infernale

Rallenta, c'e' un incidente.
Ho, Visto. Stavo, rallentando, c'e' la fila.
...
Pur di non rispondermi, vuoi dirmi anche che ore sono ?
...
cosa ti rispondo a fare, tanto...con te. Quando fai cosi'...
"COSI'" come ? di cosa parli !!! cosa ? ??
cosi' come adesso ! sono stanca 
stanca ?
stanca !!! guida e basta che e' meglio.
E io no ?!? E' da quando siamo partiti che stai li' seduta come un manichino, braccia incrociate, sguardo nel vuoto
anzi neanche, cosa fissi ? lo specchietto...tutto pur di evitarmi, non ne vuoi sapere, devi sempre vince
NON E' UNA GARAAAAA !!!!
ESATTO !!! cos'e' ??? dovrebbe essere una discussione ma con te e' impos
NO ! NO ! NO ! e' che tu sai solo fare cosi', solo litigare !!! poi niente, niente mai che
AH eccoci ! LI TI GA RE ! litigare...magari !!! perche' questo sarebbe litigare secondo te ? Manco quello, stai li' che non sembri neanche una persona ! E lo sai che vado in paranoia, ma niente, niente, niente ! Te sai solo fare cosi'.
SI. E allora ? ci sono cresciuta in mezzo ai litigi ! potevo solo nascondermi e aspettare che passasse, ho dovuto imparare a salv
E BASTAAAAA !!! con 'sta storia, i tuoi NON "litigavano", si tiravano i piatti ! Quello non e' litigare ! le persone "normali" discutono, sbraitano, ragionano, comprendono eventualmente litigano, anche, si anche. Ma lo fanno assieme, ASSIEME capito ? Ma sono io che sbaglio, cosa dovrei aspettarmi ? Tua madre: sei
ATTENTO !!!
...
dai basta, guarda, sono morti, i lenzuoli...la macchina e' come la nostra
no, facile che fosse a benzina, la nafta difficilmente prende fuoco
comunque e' uguale, ma come hanno fatto da soli ?
va a sapere, un colpo di sonno, una distrazione...poi non andavano mica piano, ve' com'e' ridotta.
ma ci fanno passare o no ?
li stanno caricando, lei deve essere volata fuori nella botta, lui...
lui ? lei ?
la scarpa, e' la', e' da donna. L'altro invece sembrano da ginnastica, come le tue, da uomo.
...
...
....
Mauro:
cosa ?
a cosa pensi ?
a cosa penso ? non lo so, tanto ormai, un'altra giornata sprecata, cosa te lo dico a fare ! lascia perdere.
non lo sarebbe stata se tu
io cosa ? ancora ? ma cos'e' ?
non l'hai capito vero ?
cosa ? cos'e' che non capisco adesso ?
siamo noi
noi che ? che cazzo dici ?
noi, noi, morti.
ecco, allora esiste, l'inferno: io e te qui, chiusi in macchina, fermi in fila
che non riusciamo piu' a parlarci
per sempre.

martedì 6 dicembre 2011

riservatezze: praivasi in italiano scurrile.

pronto ?
buongiorno, il Signor Bandini ?
in questo momento e' al telefono...mi dica...
sono Valentina della FrodeFon, ci sono delle offerte esclusive a Lei riservate, Lei ha il telefono fisso ?
assolutamente !
con quale gestore ?
con...non ricordo il nome...
se mi fornisce il numero possiamo verificarlo subito...
il numero ? dunque... si, ecco :  uno tre cinque sette undici prefisso zerozerosette
un momento...e' un numero voip ?
non lo so, sono i PRIMI NUMERI che mi sono venuti in mente...
ma...senta io sto lavorando ! Cosa crede ?
Quello che credo e' irrilevante, e' lei che mi ha telefonato, ha bisogno ? Sono Gabriele, in cosa posso esserle utile ?
No guardi, io sono un'operatrice FrodeFon, Lei e' il Signor Bandini, Lei ha un vecchio contratto Pay2Much4AlmostNothing
chi sono me lo dice lei ? Comunque e' possibile, dovrei controllare...
possiamo proporLe nuovi contratti molto piu' vantaggiosi, come il nuovissimo FoolingYou4Ever che include
no un attimo, aspetti, vantaggiosi per chi ? se lo fossero per me, sarei io a chiamar-La, non crede ?
ma, ma sono offerte esclusive a Lei riservate...
ecco bene, riservatemele, vi chiamo io quando voglio perdere un po' del mio tempo inutilmente, mi sta venendo voglia di concedere questa opportunita' ad un altro vostro concorrente, uno qualsiasi. Ora non le faccio perdere altro tempo, probabilmente ha da fare, la saluto, anche per conto del "Signor Bandini": e' ancora al telefono e si sta alterando, adesso non lo disturberei.

domenica 4 dicembre 2011

orgoglioso vile egoista, uomo.

barattato al tuo posto, morto.
Per sbattergli la porta in faccia, all'inferno.

siete la vostra stessa condanna

non posso piu' commentare le vostre note, e' un vostro diritto, come la stupidita', volete essere ciechi e sordi all'unica forma onesta di intelligenza critica, l'onesta' intellettuale dell' ironia e del sarcasmo, per continuare dovrei farmi furbo e disonesto, come voi, posso farne serenamente a meno, anche in questo siamo diversi, una fortuna che non sapete onorare.
I miei commenti non sono certo il problema, e' facile ignorarli o limitarsi a non capirli, quello che volete evitare a tutti i costi, compresi voi stessi, utili idioti che per motivi diversamente miseri un costo ve lo siete lasciato dare, e' il confronto con la memoria: sono bastati un paio di riferimenti a un notissimo archivio audiovideo della rete internet dove era possibile vedere e ascoltare dalla "viva" voce del vostro ciarlatano pigmalione le piu' indiscutibili antitesi alla "sua" stessa ennesima "ultima" menzogna pubblicitaria, al "suo" stesso ennesimo delirio illogico ...
E' un buon segno, una implicita confessione, continuero' schifato a godermi lo spettacolo del vostro misero epilogo delirante.    

K(ao/is)s

Del resto e' stato un puro caso improbabile anche la tua stessa nascita, tra milioni di spermatozoi, proprio quello proprio in quel momento, proprio li' ... che e' cosi', i tuoi sensi lo sanno benissimo, e' la ragione che invece continua ostinata a  osservare quella pallina da tennis sospesa per quell'attimo, cercando di capire da quale parte della rete andra' a cadere.
Impegno vano, quelli sono giochi per alleviare la noia degli dei, non e' roba per te, e' stupido occuparsene.
Invece, quello che puoi, e' immaginarlo, devi ! Caos non puo' nulla contro la tua capacita' di immaginare, e puoi giocartela alla pari: la tua immaginazione, la sua inesorabile, imprevedibile, capricciosa volonta'.
Ecco perche' non e' importante se riuscirai mai a darle quel bacio, quel desiderio che improvvisamente senti di aver sempre avuto, da prima di conoscerla, prima ancora di averle mai ammirato il collo, rivelato forte e vulnerabile dal gesto abituale e distratto di un elastico nei capelli: e' un posto che i tuoi sensi hanno riconosciuto immediatamente, in mezzo alla confusione, da dove sanno di venire.
Quello che conta e' che l'hai pensato, hai desiderato quell'attimo eterno strappato alla condanna del tempo, l'hai immaginato, quasi sentito.
Forse, immaginare e desiderare, sentire senza riuscire, e' quello che ci invidiano gli dei, predestinati al contrario.