eccomi:
solo,
quello che c'e'
ma non e' .
appunti
ero gia' stato nella tua citta', giovane
fermo, al semaforo
forse hai attraversato la mia strada
ti ho vista, senza guardarti
non ti ho riconosciuta, non ti conoscevo
ti immaginavo, mancavi
tu invece no, vivevi la tua vita
nel traffico, che non ti mancava.
La passione giovanile che ho messo in questi oggetti, la loro potenza evocativa mi travolge, sotto la polvere accumulata, mi ci rivedo, riammirandoli ancora, nelle mie mani, adesso, dopo mezzo secolo, mentre so di doverli lasciare, per fare posto nella mia anima troppo piena, di vuoto.
ci salutiamo urlando
ci facciamo baccano, rumore
ci facciamo sentire, all'esterno
per non sentire quel sibilo sordo, interno
il suono persistente della nostra disperazione, viva dentro al silenzio, eterno.
ma forse ho capito, il mio corpo, mai piaciuto, sempre sopportato, io e lui, una convivenza scomoda, deludente, non considerato, si e' offeso: l'infarto ci ha separati definitivamente, lo sapevo che non potevo fidarmi, adesso lo temo, mi tradira' ancora, sara' solo dolore, mi angoscia, da lui potra' salvarmi solo la morte.