studenti nelle scuole
soldati nelle caserme
operai nelle fabbriche
impiegati negli uffici
inquilini negli alloggi
clienti nei supermercati
ospiti negli alberghi
pazienti negli ospedali
cadaveri nei cimiteri
studenti nelle scuole
soldati nelle caserme
operai nelle fabbriche
impiegati negli uffici
inquilini negli alloggi
clienti nei supermercati
ospiti negli alberghi
pazienti negli ospedali
cadaveri nei cimiteri
il paesaggio mi sfugge rapido, dal finestrino, guardo dove ricordo di essere stato, non ci sono, le uniche tracce le ho lasciate nei miei ricordi, deglutisco la mia commozione, la nostalgia che ho anche di te, che non guardi, non vedi, non senti, non sei.
come in una scena onirica, un cataclisma, un fortunale, una tempesta ha scompigliato tutti gli appunti della dotta assemblea, fogli come foglie al vento, la forza della polvere alzata da terra ha sgretolato le maschere pettinate, rivelando sconvolti i volti nascosti. Passata la bufera, si vorra' fingere di riconoscere le stesse maschere, per non essere riconosciuti senza. Eppure a qualcuno rimarra' il sottile sospetto sibilante di aver visto quello che ha visto: stima e fiducia dissolte nel nulla, e la fastidiosa perplessita' per aver guardato maschere credendo di vedere volti.
un fiume carsico di parole
scorre silente nei miei pensieri
e mi scava dentro
svuotandomi
nella grotta buia di me stesso
Quando non ti conoscevo,
potevo solo immaginare,
la vita che mi mancava.
Conoscendoti,
ho potuto vederla,
fissata,
nelle vostre fotografie,
sbagliate,
ma giuste,
senza di me.
si dice per passatempo
ma il tempo passa comunque
quindi e' il contrario
per l'illusione di fermarlo